Premio Internazionale Viareggio-Versilia

Edizione 2009

Ermanno Olmi

Motivazione del Premio

PREMIO INTERNAZIONALE VIAREGGIO-VERSILIA

2009

 

Quando nel lontano 1961 il film Il posto fece conoscere al pubblico il nome di Emanno Olmi, pochi intuirono che era nato un grande regista: quel preciso garbato struggente melanconico minimalismo neorealista si inseriva in una corrente in esaurimento dopo i capolavori di Rossellini e De Sica e l’esordio antirealista di Pasolini (Accattone 1960).  Ma ci vorrà l’ispirato poetico capolavoro  L’albero degli zoccoli a far conoscere Olmi a livello internazionale.  E ultima conferma nel 2001, un altro stupefacente indimenticabile film Il mestiere delle armi, di cui Claudio Magris ha scritto che “ogni dettaglio, l’ansimare di una fuga, il guizzo di una candela, sembra messo davanti all’occhio di Dio.”  Cito solo i maggiori, perché il regista ha girato oltre venti film-lungometraggi per non parlare dei numerosi e importanti documentari, tra cui ricordo il recentissimo Terra Madre, sul problema mondiale dell’alimentazione (il film si apre con l’immagine di un bimbo europeo obeso e di uno africano denutrito). Inoltre Olmi, nella sua vita, ha fondato scuole di cinema è stato ed è anche regista di teatro (soprattutto opere liriche). Infine come non ricordare l’accorato bellissimo racconto autobiografico Il ragazzo della Bovisa. La carriera di Olmi nasce da lontano, nel 1947 filma il documentario Manon finestra due, il cui testo è di Pierpaolo Pasolini (una lunga comunione di sentimenti al di là delle divergenze ideologiche), nasce da lontano e si espande, ma tutto ha inizio da quel territorio della bassa bergamasca, da quel mondo rurale, umile tenace duro e gentile, cui si sente da sempre legato, e che ha saputo tradurre in un linguaggio poetico di straordinaria sensibilità. In tutta la sua opera è presenza costante il tema sociale e universale della pace e del diritto di tutti gli uomini, soprattutto dei più deboli, alla dignità della vita. Per il suo alto valore poetico e per l’universalità delle tematiche affrontate, la giuria unanime gli conferisce oggi il premio internazionale Viareggio-Versilia.
[a cura di Piero Gelli]


sentita la Giuria

il presidente
Rosanna Bettarini

Biografia

Regista, sceneggiatore e scrittore. Ha girato 63 film e scritto tre libri. Nasce in una famiglia contadina profondamente cattolica; nel 1933 i suoi genitori si trasferiscono a Milano per il lavoro del padre ferroviere, che poi muore durante il secondo conflitto mondiale. Giovanissimo, desidera studiare arte drammatica e, per mantenersi, trova lavoro alla Edison, dove già lavorava la madre. Qui, deve organizzare le attività ricreative dei dipendenti e documentare le produzioni industriali per cui fonda la Sezione cinema della EdisonVolta e realizza una trentina di documentari tecnico-industriali. Nel 1959 gira il suo primo lungometraggio: Il tempo si è fermato, delicato racconto del rapporto tra uno studente e il guardiano di una diga. Dopo aver fondato con alcuni amici, tra cui Tullio Kezich, la società di produzione “22 dicembre”, scrive e dirige Il posto (1961), che viene accolto molto bene dalla critica, in cui descrive le esperienze di due giovani alla ricerca del primo lavoro..
Nel 1965 gira E venne un uomo, una sentita biografia, ben lontana dall’agiografia, di Papa Giovanni cui si sente unito dalle comuni radici bergamasche. Il 1977 segna l’anno della sua consacrazione con L’albero degli zoccoli, un film sulla vita dei contadini padani recitato in dialetto bergamasco da attori non professionisti, che vince la Palma d'Oro al Festival di Cannes. Nel 1983, dopo aver girato un documentario sulla sua città d’adozione, Milano '83, viene colpito da una gravissima malattia che lo costringe a chiudersi nella sua casa di Asiago dove si è trasferito con la famiglia da qualche tempo.
Nel 1987, dopo aver superato la malattia, vince un Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia con Lunga vita alla signora e l’anno successivo con La leggenda del santo bevitore ottiene il Leone d’Oro. Nel 1994, nell’ambito del progetto internazionale, gestito dalla Rai Le storie della Bibbia, dirige l’episodio Genesi: la creazione e il diluvio.
Nel 2002 con Il mestiere delle armi vince nove David di Donatello e nel 2003 si reca in Cina per girare Cantando dietro i paraventi, una storia fantastica di pirati. È del 2007 il suo ultimo lavoro cinematografico, Centochiodi. Nel 2008, alla Mostra del Cinema di Venezia, riceve il Leone d’oro alla carriera.
Il suo ultimo lavoro, Terra Madre, con il quale il maestro del cinema mondiale propone il suo punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate. Ermanno Olmi costruisce un documentario, un film d’inchiesta d’autore, che fa i conti con il destino del pianeta: una poetica riconoscibile e riconducibile a tutta la sua opera precedente, ma sorprendente per la sua qualità  formale, unica nel panorama del genere documentario.