Premio Internazionale Viareggio-Versilia

Edizione 2011

Yves Bonnefoy Yves Bonnefoy

Motivazioni della Giuria

PREMIO INTERNAZIONALE VIAREGGIO-VERSILIA

2011

 

“La giuria del premio Viareggio-Rèpaci ha deliberato all’unanimità di assegnare il premio internazionale per l’anno 2011 a Yves Bonnefoy per il complesso della sua opera in versi e in prosa. Di Bonnefoy la giuria ha inteso, e intende, segnalare le eccezionali qualità inventive e la non comune statura intellettuale che ne hanno fatto uno dei protagonisti assoluti della cultura francese ed europea degli ultimi sessant’anni, tra secondo Novecento e nuovo millennio. A far data dal Traité du pianiste (1946) e da quel capitale punto di snodo che è stato Du Mouvement et de l’Immobilité de Douve (1953, ma pubblicata per la prima volta in Italia nel 1969 nella versione di Diana Grange Fiori e con una introduzione di Stefano Agosti) e via via attraverso una serie di libri decisivi tra i quali sembra necessario ricordare almeno Hier régnant désert (1958), Pierre écrite (1965), Un rêve fait à Mantoue (1967), Dans le leurre du seuil (1975), Ce qui fut sans lumière (1987), Début et fin de la neige (1991), e, tra gli ultimi e postremi, La vie errante (1993), Les planches courbes (2001), La longue chaîne de l’ancre (2008), la figura e l’opera di Yves Bonnefoy hanno assunto un sempre più riconoscibile rilievo internazionale nel campo della letteratura (poesia, narrativa, saggistica), della filosofia, della critica delle arti figurative. La profondità e la latitudine della quête poetica e conoscitiva di Bonnefoy, alla quale il primo viaggio in Italia del 1950 e i molteplici ‘ritorni’ successivi hanno offerto un fondamentale orizzonte di riferimento e, insieme, uno sfaccettatissimo, multivario oggetto di riflessione e di rappresentazione, hanno finalmente reso più pervio il rapporto della critica e dell’editoria del nostro Paese con il sommo tra gli italianisant contemporanei. Di tale doveroso e non importa se un po’ tardivo riconoscimento il Meridiano dell’Opera poetica di Bonnefoy curato da Fabio Scotto nel 2010 segna un importante punto d’approdo, peraltro inseparabile dalla fittissima rete di relazioni che stabilmente legano Bonnefoy all’Italia e l’Italia a Bonnefoy, e che la strenua fedeltà a Leopardi del grande poeta francese esemplarmente ricapitola e sigilla. Proprio il nome e l’immagine di Leopardi possono offrire un equivalente non incongruo, quasi una sorta di correlativo oggettivo, di una forza di investigazione che involge, a un tempo, poesia e pensiero, ideologia e linguaggio, sfondando i tradizionali confini disciplinari e di genere. Se si aggiunga che, senza mai stabilire un rapporto troppo radente con l’universo della politica, Yves Bonnefoy non si è sottratto, nel corso della sua operosissima esistenza, a nessuno degli appuntamenti cruciali che hanno contrassegnato, dalla Liberazione a oggi, la vita civile francese ed europea, all’assegnazione del premio internazionale sembra legittimo guardare come a uno dei momenti più alti e felici nella lunga vicenda del premio Viareggio”.

[a cura di Franco Contorbia]

sentita la Giuria

il presidente
Rosanna Bettarini

Biografia

Yves Bonnefoy è nato a Tours nel 1923. Dopo gli studi alla Sorbona di filosofia e storia delle scienze e una breve vicinanza al surrealismo, nel 1953, pubblica con Mercure de France, la raccolta Du mouvement et de l’immobilité de Douve, che lo fa conoscere al mondo come poeta. Seguirono Hier régnant désert, Pierre écrite, Dans le leurre du seuil riuniti oggi, con Douve, sotto il titolo Poèmes (Poésie/Gallimard); poi Ce qui fut sans lumière (1987), Début et fin de la neige (1991), La Vie errante (1993), Les Planches courbes (2003), La Longue Chaîne de l’ancre (2008). Ha inoltre pubblicato prose poetiche come Récits en rêve (1987) e pubblicazioni storiche e critiche che, con lo stesso intento delle poesie, trattano le diverse forme e epoche della creazione artistica, esplorando la coscienza che l’attività poetica ha di se stessa. Di pari passo intraprende l’attività di traduttore di William Shakespeare (a tutt’oggi ha tradotto quindici opere), di William B. Yeats, di John Keats, Giacomo Leopardi e Francesco Petrarca.
A partire dal 1960 è visiting professor delle più prestigiose università francesi e straniere. Nel 1981 è eletto al Collège de France titolare della cattedra di studi comparati della funzione poetica. Il riassunto di questi corsi è stato pubblicato dalle Editions du Seuil con il titolo di Lieux et destins de l’image: un cours de poétique au Collège de France (1981-1993).
Ha ricevuto numerosi premi fra cui: il Grand Prix de poésie de l’Académie Française (1981), il Grand Prix de la Société des Gens de Lettres (1987), il Grand Prix national de Poésie (1993), il premio della Fondazione Cino del Duca (1995) il Prix Montaigne (1978), in Italia il premio Balzan (1995) e il premio Grinzane Cavour (1997) e, nella Repubblica Ceca, il premio Kafka (2007).
La sua opera è tradotta in più di trenta lingue ed è stata oggetto di molte esposizioni, l’ultima, nel 2005,  è stata allestita nel Musée des Beaux-Arts et au Château de Tours.

Opere recenti

2006: L’Imaginaire métaphysique; La Stratégie de l’énigme; Dans un débris de miroir; Le Secret de la pénultième; Poésie et université; Goya, les peintures noires.

2007: Ce qui alarma Paul Celan; L’Alliance de la poésie et de la musique; Raymond Mason, la liberté de l’esprit.

2008: La Longue Chaîne de l’ancre; Aller, aller encore; Traité du pianiste et autres écrits anciens; Les Sonnets [di Shakespeare], preceduti da Vénus et Adonis e dal Viol de Lucrèce.

2009: Notre besoin de Rimbaud; Art et nature, les enjeux de leur relation; Deux scènes et notes conjointes.

2010: Pensées d’étoffe et d’argile; Genève, 1993; La Beauté dès le premier jour; La Communauté des critiques.

In Italia è pubblicato da: Abscondita, Aragno, Archinto, Donzelli, Einaudi, Guanda, Manni, Mondadori, Pagine d’Arte, San Marco dei Giustiniani.