Premio Letterario Viareggio-Rèpaci

Edizione 2011 - Anno LXXXII

TG3 Speciale 82° Premio Letterario Viareggio Rèpaci 2011 di Francesco d'Ayala

NARRATIVA

Alessandro Mari, Troppa umana speranza, Feltrinelli

Alessandro Mari, Troppa umana speranza, Feltrinelli

Alessandro Mari è nato nel 1980 a Busto Arsizio. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Ha cominciato giovanissimo a lavorare per l'editoria, come lettore, traduttore e ghostwriter.

"Colombino si guardò i piedi, infilati nei calzettoni di lana e negli zoccoli. Tre passi, e tutto sarebbe cominciato. Tre passi soltanto. Perché al primo si è solo partiti, al secondo si può ancora rinunciare, mentre al terzo è tardi, resta solo il tempo di guardarsi indietro." Prima metà del diciannovesimo secolo. Sullo sfondo di un'Italia che non è ancora una nazione, quattro giovani si muovono alla ricerca di un mondo migliore... Un grande romanzo sulla giovinezza. La giovinezza del corpo, della mente, di una nazione.

Motivazioni della Giuria

POESIA
Gian Mario Villalta, Vanità della mente, Mondadori

Gian Mario Villalta, Vanità della mente, Mondadori

Gian Mario Villalta (1959, Pordenone) ha esordito come poeta, presentato da Antonio Porta su "Alfabeta" nel 1986. I suoi testi lirici sono pubblicati in plaquette, riviste e antologie. Altrettanto intensa la sua attività di studioso e di critico. Con Stefano Dal Bianco ha curato il Meridiano Le poesie e prose scelte di Andrea Zanzotto. Ha pubblicato Tuo figlio (Mondadori 2004) e Vita della mia vita (Mondadori 2006). È Direttore artistico di Pordenone legge.

Il primo dato che emerge, e di evidente efficacia, nell'intero percorso di questo libro, è la vitalissima varietà di temi che lo compone. Gian Mario Villalta lavora su tracce di realtà legate all'esperienza e alla riflessione, racconta l'amore e osserva il paesaggio nel suo mutare, descrive la domestica gioia della festa ed esprime il dolore legato agli affetti. Tocca vertici di nitida asciuttezza lirica nelle splendide prose sui piccoli animali, dove circola un senso acuto di pietà, di fronte all'orrore e alla crudeltà di cui questi esseri sono vittime.

Motivazioni della Giuria

SAGGISTICA
Mario Lavagetto, Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust, Einaudi

Mario Lavagetto, Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust, Einaudi

Mario Lavagetto insegna Teoria della letteratura all'Università di Bologna. Ricordiamo tra i suoi libri: La gallina di Saba (Einaudi 1974, 1989), L'impiegato Schmitz e altri saggi su Svevo (Einaudi 1976, 1986), Quei piú modesti romanzi (Garzanti 1979), Freud, la letteratura e altro (Einaudi 1985, 2001), Stanza 43. Un lapsus di Marcel Proust (Einaudi 1991), La cicatrice di Montaigne. Sulla bugia in letteratura (Einaudi 1992, 2002), La macchina dell'errore (Einaudi 1996), Palinsesti freudiani (Bollati Boringhieri 1997) e Dovuto a Calvino (Bollati-Boringhieri 2001).

Il narratore della Recherche, ha detto Deleuze, è simile a un ragno in agguato ai margini della sua tela che vibra, gli trasmette messaggi discontinui, gli indica la presenza di una preda: controfigura dell'uomo che trascorre lunghi anni in una camera foderata di sughero, lontano da quella realtà di cui cerca di registrare i segnali, anche i piú impercettibili, con il solo strumento - la scrittura - di cui dispone. Chi osserva la vita quotidiana di Marcel Proust e riconosce in essa alcuni dei germi che nella Recherche verranno metabolizzati e sottoposti a un radicale disorientamento, ha spesso l'impressione di assistere al formarsi progressivo, sui margini, di una glossa smisurata, antropofaga e invasiva.

Motivazioni della Giuria



LIBRI FINALISTI
NARRATIVA

Gianfranco Calligarich, Privati abissi, Fazi

Gianfranco Calligarich, Privati abissi, Fazi

L’autore

Gianfranco Calligarich nasce a Asmara da famiglia cosmopolita di origine triestina. Prima giornalista e poi sceneggiatore di film e di molti tra i più famosi sceneggiati della Rai, negli anni Novanta fonda al Fontanone del Gianicolo di Roma Il Teatro XX Secolo, vincendo con il testo Grandi Balene il Premio dell'Istituto del Dramma Italiano. Con L'ultima estate in città, suo primo romanzo presentato da Cesare Garboli e Natalia Ginzburg, ha vinto il Premio Inedito. Ha pubblicato con Garzanti il volume di racconti Posta Prioritaria.

Il libro

Un giocatore d'azzardo stanco e disilluso trascorre le sue giornate invernali in un casinò, su una costa fuori stagione. I battiti irregolari del suo cuore malato accompagnano i ricordi, scombinano le tracce della memoria, mentre la sua voce smagata rievoca, a molti anni di distanza, una storia di amore e tormenti che si è incisa nella sua sensibilità di testimone privilegiato. La storia è quella di un esponente d'una grande dinastia industriale e di una bellissima ereditiera in fuga da un inconfessabile segreto familiare, entrambi membri di quella colonia raffinata e cosmopolita che sul finire degli anni Sessanta aveva trovato a Roma, in un quartiere abbracciato da un'ansa del Tevere, un ultimo, cadente rifugio…

Alessandro Mari, Troppa umana speranza, Feltrinelli

Alessandro Mari, Troppa umana speranza, Feltrinelli

L’autore

Alessandro Mari è nato nel 1980 a Busto Arsizio. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Ha cominciato giovanissimo a lavorare per l'editoria, come lettore, traduttore e ghostwriter.

Il libro

"Colombino si guardò i piedi, infilati nei calzettoni di lana e negli zoccoli. Tre passi, e tutto sarebbe cominciato. Tre passi soltanto. Perché al primo si è solo partiti, al secondo si può ancora rinunciare, mentre al terzo è tardi, resta solo il tempo di guardarsi indietro." Prima metà del diciannovesimo secolo. Sullo sfondo di un'Italia che non è ancora una nazione, quattro giovani si muovono alla ricerca di un mondo migliore... Un grande romanzo sulla giovinezza. La giovinezza del corpo, della mente, di una nazione.

Lia Tosi, Il signor Inane, Mauro Pagliai

Lia Tosi, Il signor Inane, Mauro Pagliai

L’autore

Lia Tosi è autrice di romanzi e racconti, fra cui Da maggio a maggio (2001), Anonimo povero (2008), In via della casa effimera, (1999).
Studiosa di lingua e cultura russa, ha curato e tradotto l’antologia di opere di Osip Emil’evic Mandel’štam Il programma del pane (2004). Vive a Pistoia.

Il libro

Una torpida, mutante, sonnacchiosa città di provincia, ben riconoscibile nella preziosa e viva pittura dei suoi elementi, diventa il teatro di un’umanità scampata ad un sortilegio potente che ne attraversa i destini, le incognite vite. Lo spirito maligno di una globalizzazione sgangherata popola i vicoli angusti, le note strade, di una popolazione che annaspa in un vuoto fisico e metafisico insieme.

POESIA
Anna Maria Carpi, L’asso nella neve, Transeuropa

Anna Maria Carpi, L'asso nella neve, Transeuropa

L’autore

Anna Maria Carpi insegna Letteratura tedesca all’Università di Venezia.
Autrice di saggi sulla poesia barocca tedesca, su Von Kleist, Mann, Benn, Celan e molti altri. Ha tradotto vari testi di Benn, tutte le poesie di Nietzsche, Musica del futuro e Più leggeri dell’aria di Enzensberger, Ametà partita di D. Grünbein, questi ultimi per Einaudi.
Come autrice, ha pubblicato i romanzi E sarai per sempre giovane (Bollati Boringhieri, 1996) e Il principe scarlatto (La Tartaruga, 2002), la biografia Un inquieto batter d’ali. Vita di Kleist (Mondadori, 2005) e le raccolte di poesie A morte Talleyrand (Campanotto, 1993), Compagni corpi (Scheiwiller, 2004), E tu fra i due chi sei (Scheiwiller, 2007).

Il libro

La prima parte, che dà il titolo all’intera raccolta, è composta da poesie recenti di Anna Maria Carpi, come sempre all’insegna di una risentita e concreta analisi del vivere quotidiano e delle sue contraddizioni, piene di riflessi sugli equilibri dell’io. Ma molto interessanti sono anche le aperture verso nuovi spazi, come quello della Russia, oppure il confronto con maestri ideali (Norberto Bobbio) e autori cari (Bertolt Brecht).
La seconda parte è invece costituita da una scelta dei testi più significativi pubblicati dall’autrice. Così, L’Asso nella neve rappresenta una sintesi del percorso ventennale di una delle voci migliori dell’attuale poesia italiana.

Paolo Lanaro, Poesie dalla scala C, L’obliquo

Paolo Lanaro, Poesie dalla scala C, L'obliquo

L’autore

Paolo Lanaro è nato a Schio nel 1948 e vive a Vicenza. Ha pubblicato, in versi: L’anno del secco (1981), Il lavoro della malinconia (1989), Luce del pomeriggio e altre poesie (1997), Giorni abitati (2002), Diariao con la lampada accesa (2005). Ha curato l’antologia Forme del mistico (1988) e nel 2007 ha dato alle stampe In tondo e in corsivo, un’antologia di saggi e interventi critici su scrittori veneti del '900.

Il libro

Bisogna fare attenzione /C’è un po' di terra sul davanzale, /una manciata di polvere secca. /Non si capisce da dove sia caduta, /se siano fiori di ruggine o le magre /feci di un uccello. Ho deciso di lasciarla lì e che sia il caso/ a spazzarla via dopo averla portata. /Ma ho pensato freddamente che nulla /accade se proprio non deve. /Bisogna fare attenzione a queste cose /che diventano idee di cose: una finestra /aperta sul cielo di novembre, /i moti dell’aria in su e in giù, /che finiscono in polvere.

Gian Mario Villalta, Vanità della mente, Mondadori

Gian Mario Villalta, Vanità della mente, Mondadori

L’autore

Gian Mario Villalta (1959, Pordenone) ha esordito come poeta, presentato da Antonio Porta su "Alfabeta" nel 1986. I suoi testi lirici sono pubblicati in plaquette, riviste e antologie. Altrettanto intensa la sua attività di studioso e di critico. Con Stefano Dal Bianco ha curato il Meridiano Le poesie e prose scelte di Andrea Zanzotto. Ha pubblicato Tuo figlio (Mondadori 2004) e Vita della mia vita (Mondadori 2006).

Il libro

Il primo dato che emerge, e di evidente efficacia, nell'intero percorso di questo libro, è la vitalissima varietà di temi che lo compone. Gian Mario Villalta lavora su tracce di realtà legate all'esperienza e alla riflessione, racconta l'amore e osserva il paesaggio nel suo mutare, descrive la domestica gioia della festa ed esprime il dolore legato agli affetti. Tocca vertici di nitida asciuttezza lirica nelle splendide prose sui piccoli animali, dove circola un senso acuto di pietà, di fronte all'orrore e alla crudeltà di cui questi esseri sono vittime.

SAGGISTICA
Nadia Fusini, Di vita si muore. Lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare, Mondadori

Nadia Fusini, Di vita si muore. Lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare, Mondadori

L’autore

Nadia Fusini (Orbetello, 1946), docente di letteratura inglese all'Università La Sapienza di Roma, si è imposta all'attenzione della critica e del pubblico prima attraverso una vasta produzione saggistica e poi con i romanzi La bocca più di tutto mi piaceva (Donzelli 1996), Due volte la stessa carezza (Bompiani 1997), L'amor vile (Mondadori 1999), Lo specchio di Elisabetta (Mondadori 2002), I volti dell'amore (Mondadori 2003) e Possiedo la mia anima (2006).

Il libro

Conoscersi, riconoscersi: è questa la straordinaria avventura in cui il teatro shakespeariano trascina spettatori e lettori. Con la gioia che nasce dal sentirsi vivi, presenti, incarnati, ma anche con spavento, perché profonde e buie sono le cavità del cuore umano che quel teatro, più di ogni altro spettacolo, mette in scena. Per analizzarle ed esporle alla luce Nadia Fusini, versatile saggista e originale studiosa di letteratura inglese, compie un viaggio nel mondo della tragedia di Shakespeare, indagandone le passioni, da quelle più vitali alle più inquietanti, nell¿incontro con figure letterarie che nei decenni sono per lei diventate intimamente familiari. E così produce il miracolo di renderle vicinissime al modo nostro di vivere le passioni.

Mario Lavagetto, Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust, Einaudi

Mario Lavagetto, Quel Marcel! Frammenti dalla biografia di Proust, Einaudi

L’autore

Mario Lavagetto insegna Teoria della letteratura all'Università di Bologna. Ricordiamo tra i suoi libri: La gallina di Saba (Einaudi 1974, 1989), L'impiegato Schmitz e altri saggi su Svevo (Einaudi 1976, 1986), Quei piú modesti romanzi (Garzanti 1979), Freud, la letteratura e altro (Einaudi 1985, 2001), Stanza 43. Un lapsus di Marcel Proust (Einaudi 1991), La cicatrice di Montaigne. Sulla bugia in letteratura (Einaudi 1992, 2002), La macchina dell'errore (Einaudi 1996), Palinsesti freudiani (Bollati Boringhieri 1997) e Dovuto a Calvino (Bollati-Boringhieri 2001).

Il libro

Il narratore della Recherche, ha detto Deleuze, è simile a un ragno in agguato ai margini della sua tela che vibra, gli trasmette messaggi discontinui, gli indica la presenza di una preda: controfigura dell'uomo che trascorre lunghi anni in una camera foderata di sughero, lontano da quella realtà di cui cerca di registrare i segnali, anche i piú impercettibili, con il solo strumento - la scrittura - di cui dispone. Chi osserva la vita quotidiana di Marcel Proust e riconosce in essa alcuni dei germi che nella Recherche verranno metabolizzati e sottoposti a un radicale disorientamento, ha spesso l'impressione di assistere al formarsi progressivo, sui margini, di una glossa smisurata, antropofaga e invasiva.

Federico Roncoroni, Sillabario della memoria, Salani

Federico Roncoroni, Sillabario della memoria, Salani

L’autore

Federico Roncoroni è nato a Como, dove vive e lavora ed è figura di riferimento per il mondo della lingua, della letteratura italiana e della didattica: non esiste insegnante di italiano che non conosca i suoi libri. Saggista, studioso di poeti e scrittori dell’Ottocento e del Novecento – D’Annunzio, Gadda e Chiara – è anche autore di opere di grandissimo successo come Testo e contesto, Il libro degli aforismi e La dimensione linguistica. Sua è la Grammatica italiana più diffusa nelle scuole e più venduta nel mondo.

Il libro

Tra le parole che conosciamo, tutti ne abbiamo alcune che sentiamo più nostre di altre. Parole che non scorderemo mai: sono la nostra memoria, e al solo dirsele tra cuore e mente rievocano ricordi a cascata o scatenano sensazioni e sentimenti profondi. Sono suoni, odori, colori, sono immagini, foto. Da queste parole nascono le storie della nostra vita. Tra cultura, ironia, malizia e oltranza, un abbraccio di vero amore alla lingua italiana nella 'vita privata' delle parole di Federico Roncoroni, grande autore storico di libri scolastici, il linguista più 'adottato', letto e studiato d’Italia.