Edizione 2009
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NARRATIVA
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POESIA
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SAGGISTICA
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Schede dei libri
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Christian Frascella, Mia sorella è una foca monaca, FaziÈ convinto di picchiare forte, ma viene steso in due secondi nel cortile della scuola; non va in moto; fa lo sbruffone ma con le ragazze è totalmente imbranato: ecco il sedicenne protagonista di questo libro. |
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Letizia Muratori, Il giorno dell’indipendenza, AdelphiGiovanni ha smesso con la coca, e ha anche smesso di vendere prodotti finanziari ad alto rischio. Per disintossicarsi si occupa a titolo gratuito di creature misteriose e non troppo tranquillizzanti che si chiamano tutte Ruggero e Isabella, e appartengono a una razza pregiata di suini neri. Mary ha smesso anche lei con la sua vita precedente, ed è arrivata in Italia dagli Stati Uniti alla ricerca di certi parenti adottivi che vivono nello stesso paese dove lavora Giovanni, e che si chiamano anche loro Ruggero e Isabella. La prima curiosità che questo singolarissimo libro suscita è come possano incontrarsi due personaggi così, uno in fuga da e l’altro alla ricerca di un paradiso in terra – tanto più in un posto troppo fangoso e dimenticato da dio anche solo per ricordarlo, il paradiso. Ma la sorpresa è che invece sì, incontrarsi possono, se affrontano un viaggio in treno a Milano per conquistare insieme un congresso di allevatori, una farsesca e commovente lotteria suina nel basso Lazio, e una strana notte – italiana – del 4 di luglio; e se queste premesse riportano tutti e due per vie diverse in America, a Miami, dove la commedia recitata fin qui diventa, senza quasi che il lettore abbia avuto il tempo di accorgersene, un thriller hitchcockiano. Che tiene, come un tempo, incollati alla sedia, e come i thriller di un tempo va letto due volte, una per trovare il segreto che la storia nasconde, e un’altra per decifrare quello dello stile di Letizia Muratori – uno stile che, come accade sempre più di rado, cattura, inquieta e soprattutto diverte. |
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| Poesia | |
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Guido Ceronetti, Le ballate dell’angelo ferito, Il Notes MagicoCon questo libro vengono pubblicate per la prima volta le celebri ballate di Guido Ceronetti recitate in molte strade d’Italia, applaudite in piccoli e grandi teatri in quarant’anni di invenzioni con il Teatro dei Sensibili. Dell’Angelo Ferito il grande poeta trascrive il passaggio e lo musica. ‘È possibile, ma non c’è nessuna certezza, che l’Angelo Ferito mi abbia guidato la mano. Tuttavia i testi gli appartengono come le vergini medievali al signore feudale, lasciate libere dopo la notte dell’angelo di appartenere a chiunque – perciò il teatro di strada è la loro destinazione elettiva. Più c’è spettacolo più c’è ballata, più c’è ballata più c’è Angelo Ferito’. |
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Giampiero Neri, Paesaggi inospiti, MondadoriNeri è divenuto per molti poeti più giovani un vero e proprio maestro, per la limpidezza impeccabile dello stile e per la sua classica semplicità, per il felice alternarsi di versi e prose poetiche, per la rarità distillata della sua produzione, per i modi spesso paradossali. Questi caratteri trovano conferma in questo nuovo libro, nel quale prevale un tono di composta quanto ineludibile malinconia e dove l’autore tesse i brandelli della memoria nella concretezza di un racconto per frammenti, dove appaiono paesaggi essenzialmente quelli della sua Brianza -, personaggi colti in rapide apparizioni, movimenti narrativi accennati, uscite sapienziali nitide ed efficaci. |
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| Saggistica | |
Emilio Gentile, L’apocalisse della modernità, MondadoriNell’agosto 1914, allo scoppio delle ostilità, molti avevano esultato e si erano arruolati entusiasti, immaginando di prender parte a una gloriosa avventura, convinti che il sacrificio del sangue avrebbe rigenerato gli individui e le nazioni, e che il parto doloroso avrebbe dato vita a un mondo e un uomo rinnovati. Dopo pochi mesi, l’entusiasmo era scomparso. Tutti si resero conto che la guerra era completamente diversa da quelle fino ad allora combattute: per l’enormità delle masse mobilitate, per la potenza bellica e industriale impiegata, per l’esasperazione parossistica dell’odio ideologico, per l’ingente numero di soldati sacrificati inutilmente. La realtà della Grande Guerra rappresentava, oltre che il tramonto della “Belle Epoque”, il naufragio della civiltà moderna. Emilio Gentile ricostruisce il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò quella che è ritenuta dagli storici una delle più tragiche esperienze del Novecento, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che, se all’inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti dell’angoscia profonda da essa scatenata. Pittori, scrittori e poeti come Nash, Kubin, Dix, Beckmann, Meidner, Junger, Trakl tradussero nelle loro opere tutto l’orrore che l’immane carneficina aveva suscitato. Grazie a un’originale rilettura di questi anni decisivi per l’Europa, Gentile riesce a farci percepire appieno la vitalità febbrile e l’atmosfera oscillante tra ottimismo e catastrofismo che precedettero lo scoppio della guerra, e l’apocalittico senso di sgomento che in breve tempo le avrebbe sostituite. |
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Marcello Pezzetti, Il libro della Shoa italiana, EinaudiPiù di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell’ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l’infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l’occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. |
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Premio Letterario Viareggio Rèpaci 2008-2009
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